… eri quì, ed ora faccio fatica a riconoscerti…

quando leggo questo: ansa.it

… e questo: dailymail.co.uk

mi girano i cosidetti!

Perché!? Partiamo dall’inizio. Sono cresciuto in un ambiente molto aperto, dove al pranzo della domenica alcuni prendevano in giro le suore che ancora portano il velo sulla testa, si parlava di più “libertà” per i prelati, suore etc., si parlava di come fosse avanzata la Svezia (ed i Paesi scandinavi) e che se avessi lasciato una borsa in stazione per tutto il giorno l’avrei ritrovata alla sera e cose di questo genere.

Cavoli, un’Europa dove sognavo di essere e dove ho sempre voluto essere!
Speravo solo che l’Italia giorno dopo giorno diventasse più “europea”, o meglio, nordeuropea… ed ora?
Una signora turca che viene a fare una maison in Francia e che viene a spiegare a francesi (ed europei, direi) che il velo non è simbolo di sottomissione.
Okay, neanche l’astuccio penico dei guineani è simbolo di sottomissione, ma ora che faccio, mi metto l’astuccio penico (vedi foto)

Paupa_New_Guinea_01

Astuccio penico correttamente indossato

e me ne vado in giro per negozi? O meglio, ci vado a prendere i bimbi a scuola?

Credo fermamente che non devo giustificarmi di non essere razzista, xenofobo o altro, come credo fermamente che questo discorso vada oltre il razzismo.
Visto che non si parla di razzismo, ma di tolleranza ed accettazione, vediamo come altri tollererebbero e/o accetterebbero delle mie azioni. Se andassi nella canteen del mio posto di lavoro e facessi un rutto, e la risposta a questo fosse che i colleghi irlandesi mi isolassero, sarebbe razzismo!? No, io sarei un cafone according con le abitudini locali.
Se mettessi tutti i giorni la maglietta dell’Italia e dicessi di come il cibo italiano è migliore di quello irlandese, non dovrei sorprendermi che la gente locale cominci a non sopportarmi, sarebbe solo il frutto dell’umana diffidenza verso chi non ha voglia di mescolarsi con la locale comunità lodando troppo la precedente. Questo lo considero un’ovvietà.
Non sono un sociologo, uno scienziato o altro, ma direi che questo è un sentimento ancestrale.

Questa umana diffidenza è giusta o sbagliata? Non c’è una formula matematica per dirlo, ma solo una personale opinione, e la mia è Sì, è giusta l’umana diffidenza verso chi non è propositivo nel volersi integrare nel posto dove si vive e, peggio ancora, verso chi vuole cambiare radicalmente il posto dove ci si dovrebbe integrare.
Tanto per precisare, non parlo di conversioni di massa, chiusura di moschee etc., anche perché l’Europa è il continente più ateo che c’è, ma parlo del fatto che nessuno può essere autorizzato a decidere di spostare indietro le lancette dell’orologio. Se in Europa l’orologio segna il 21esimo secolo, ti devi adattare, punto! E poi, non c’è più posto per cose come l’infibulazione in Europa e, udite udite… solo in Italia ci sono tra le 30 e 35mila donne infibulate. La cosa diventa tragica se si pensa che alcune migliaia di queste sono state infibulate nel Bel Paese. Non c’è da fare patti con questo tipo di integrazione, c’è solo da rifiutarla, punto!

Detto questo, cosa fare?
C’è chi dice che non c’è più nulla da fare, c’è chi dice che ormai l’Europa non può tirarsi indietro da una progressiva arabizzazione dei costumi (lasciando stare l’islamizzazione della popolazione, non parlo di religione), c’è chi vorrebbe reagire in modo violento etc etc etc.
Non sposo nessuna di queste teorie, per speranza e/o per scelta, ma dico che bisogna tenere duro, tenere le posizioni fino quando questa serie di sciocchezze ritornerà ad essere una cosa su cui scherzarci al pranzo della domenica. Come? Non bisogna concedere, nel limite delle nostre possibilità, che vengano fatti passi indietro nelle libertà acquisite! Questo dipende un po anche da noi.

Purtroppo, la politica attuale è lo strumento più lontano per rispondere a questo, quella a livello europeo è troppo “imbastita” nella retorica ed il politically correct. Praticamente non si può dire più nulla! … e spesso i politici non possono permettersi di dire cose anche se queste sono delle ovvietà.
Facciamo un esempio, nella maggior parte dei Paesi UE nessun politico che aspiri alla leadership e che deve avere alle spalle una große koalition potrebbe permettersi di dire che c’è un tetto massimo alla capacità di una società di assorbire migranti, o se lo dovesse dire, questo numero sarebbe molto più alto di quelli realmente accettabili (secondo il mio giudizio).
La retorica legata alle risposte di questa politica del facciamo tutto e non realizziamo niente mi sconvolge e mi ripugna.


L’Occidente è nato con la Grecia classica, l’Impero Romano lo ha esteso, il Sacro Romano Impero ha evitato che capitolasse, l’Ungheria ha evitato sparisse da mezza Europa, la Rivoluzione Francese gli ha dato nuovo smalto, il Dopoguerra ha esteso i suoi principi al mondo e… ci sarà un nuovo super-eroe da aggiungere alla soprastante lista?
Lo spero, e spero che arrivi presto!

Il Principe

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