Questo articolo sarà un po’ diverso dagli altri. Non si parlerà di attualità, politica o scienza. Sarà soprattutto un breve viaggio tra sentimenti ed affetto, puntinato da qualche fantasioso parallelo.
Se hai bisogno di qualcosa di più attaccato alla realtà non proseguire in questa lettura, la troveresti solo priva di senso o noiosa.

Che si creda o meno negli angeli (e nel Soprannaturale in genere) la figura degli angeli è un ottimo punto di partenza per le considerazioni fatte di seguito.

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Angeli puniti

Gli angeli, splendidi per purezza e forza hanno anche un’altra caretteristica notevole, il senso del dovere. Certo, doti eccezionali comparate a quelle di noi umani mortali, ma sono davvero così invidiabili?
Nelle religioni in cui sono venerati gli angeli non hanno assolutamente vita facile. Sono “condannati” per la loro stessa natura a servire, sempre, comunque e senza possibilità di diniego. Hanno combattuto, hanno sterminato città, hanno annunciato amore e violenza, sono stati puniti e spesso verso di loro non è stata mostrata nessuna pietà dai loro stessi creatori. Cosa potrebbe andare peggio? La cosa peggiore è che sono stati assegnati anche alla protezione ed alla difesa di esseri molto meno meritevoli, gli umani.

A questo punto diamo spazio alle metafore. Con uno slancio di fantasia ho definito la “categoria” dei figli degli angeli (per dovere di cronaca diciamo solo che gli angeli non hanno diritto ad avere figli, fatta eccezione per alcune teorie cospirazionistiche o fantasiose).
Quindi, chi sono i figli degli angeli? Sono un gruppo di esseri ancora più negletti dei loro genitori. Incatenati ad i loro doveri, costretti a servire soprattutto per dovere che per scelta, meno forti e puri dei loro padri, probabilmente sono un concentrato delle sfortune umane ed angeliche.

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Gli angeli ed i loro “figli” condividono le stesse sfortune?

Se volessimo continuare in questo gioco, potremmo includere alcuni personaggi famosi tra i figli degli angeli in modo da definire meglio la categoria. Da chi cominciare? Troppi esempi, ma potremmo comunque fare riferimento a personaggi come Giordano Bruno, Nikola Tesla, Spartacus, Alan Turing. Mettiamo da parte i personaggi famosi e parliamo della spina dorsale della categoria, chi sarebbero questi figli? Pensiamo a tutti coloro che spendono la loro vita servendo (lavoro, famiglia, società) senza avere le giuste gratificazioni che gli spettano. Un esercito di milioni di donne e uomini che dedicano la loro vita al compimento dei loro doveri, silenti e presenti, schiacciati e non piegati, oppressi e mai domi, a volte felici (nonostante tutto).

Amo i figli degli angeli. Provo per questa categoria tutto il bene possibile, tutto il bene di cui sono capace, anche se purtroppo credo sia solo una goccia nel mare comparato al bene che la loro stessa vita dovrebbe donargli.
Alcuni membri tra questi figli (famosi e non) per me sono stati sempre fonte di ispirazione e di stimolo per andare avanti e migliorarmi. La loro forza nello stare di fronte ogni genere di ostacolo, di non indietreggiare, di tenere la linea è degna della massima ammirazione. Questi opliti delle sventure umane sono capaci di vittorie paragonabili a quelle degli angeli e purtroppo con questi ultimi condividono spesso anche la esagerata punizione in caso di fallimento.

Voglio tralasciare la sfera del sacro (quindi ricompense divine e simili) perché non è questo l’articolo adatto, ma ora la mia natura umana desidererebbe avere una penna magica, una penna che mi consentisse di scrivere un copione diverso nella sceneggiatura della vita. Usando tutta la parzialità di cui sono capace scriverei una storia molto generosa verso i figli degli angeli, una vita da ricchi premi e cotillons.
Putroppo non ho tale penna, neache una piccola matita. Non posso riscrivere niente, è triste. Un attimo… non ho la penna, la matita, forse neanche la carta. Non posso cambiare le cose per molti, ma se ci provassi? Forse prenderei solo mazzate! Forse dovrei lasciare stare, so dove vuole portarmi la testa, sono forse anche io il figlio di un angelo? Mmmmhhh non lo so, strana sensazione, mi sto facendo prendere da questo senso di comunanza, cosa fare? Cancellare l’articolo e bere un caffè? Cancellare l’articolo e farmi una birra? Mi vado a lavare la faccia e torno sul pianeta Terra? Forse potrei anche mandarmi a fare in culo, farei prima! No, non ne ho voglia, voglio continuare in questo gioco, speriamo che non sia troppo deleterio!

Ricapitoliamo. Prendo le parti dei figli degli angeli, non ho penna e matita, sono eligibile per prendere scarpate e non ho neanche preso il caffè… sembra quasi una situazione da Blues Brothers! Blues Brothers!? Ma allora ho già uno spunto di partenza, cosa farebbero loro!? Beh, loro partirebbero di notte con una vecchia auto, accellerebbero a tavoletta ed indosserebbero occhiali da sole. Mi piace, lo faccio anch’io!

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Blues Brothers prima di intraprendere un viaggio notturno

Allora, parto di notte, la notte che non mi fa vedere lontano quindi mi baso solo su quello che ho vicino, mi basta.
Accellero a tavoletta, accellero i pensieri che mi spingono a prendere posizione, con i figli, di fianco a loro senza ripensamenti e senza paura della velocità di come i miei pensieri mi possano spingere lontano da dove sono.
Indosso occhiali da sole, ne ho bisogno. Ne ho bisogno per avere una visione limitata, qualcosa che mi faccia parteggiare sempre per la fazione scelta, cosa difficile se si vede tutto chiaramente.
Aspetta un po’, come finisce la storia? Raggiungono il loro scopo e finiscono in galera. Proviamo ad inserire la galera in questo gioco di metafore. Faccio qualcosa per partito preso, ottengo lo scopo, qualcuno ne trae giovamento e ne pago le conseguenze. Un classico, se il gioco vale la candela ed è per qualcosa di nobile si può fare, sono decisamente dalla parte dei figli degli angeli!

Il gioco di sopra è stato bello, mi ha divertito molto ma ora devo tornare alla realtà.
Guardo fuori la finestra e vedo delle foglie muoversi al vento, sullo sfondo un cielo grigio e triste. Il vento è freddo, spira forte ed è impietoso con queste foglie. Il parallelo tra le foglie, il cui unico scopo è raccogliere luce per la vita della pianta ospitante, ed i figli degli angeli mi sembra forte e quasi scontato. Ora penso a quante foglie vedo ogni giorno ad i piedi di questi alberi, sono molte.

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Foglie sugli alberi

Colpa del vento? Certo, ma non solo, colpa del vento e di qualsiasi accidente le colpisca. Penso ad i quotidiani colpi che la vita infligge ad i figli degli angeli, sono molti, e molti cadono quotidiamente. Pensiero orribile.
Guardo ancora fuori, ci sono ancora molte foglie sugli alberi, resistono e forse cattureranno la luce anche domani. Questo è un pensiero dolce, nonostante i colpi le foglie saranno ancora li, a raccogliere luce e donare vita.
Forse c’è già una foglia con il mio nome, forse no, ad ogni modo farò come se ci fosse. Resterò là, al mio posto di fianco le foglie che mi sono più vicine, resisterò al vento ed ai colpi, e quando sarà il momento di cadere voglio già avere una nuova gemma pronta a sbocciare e rinascere foglia. Essere fiore e frutto non è nella mia natura, non è nella natura dei figli degli angeli.

Il Principe

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